Chi siamo

Siamo laiche consacrate
Siamo spigolatrici della Chiesa

Siamo laiche consacrate
Gli Istituti secolari sono una forma di vita consacrata riconosciuta il 2 febbraio 1947 nella Chiesa. Sono associazioni di persone che vivono la vita ordinaria, impegnate in tutte le attività compatibili con la vita cristiana qualunque esse siano e che fanno della loro esistenza un impegno a vivere queste attività secondo Dio perché il mondo cresca e si sviluppi così come Dio lo ha pensato. Sono preziose a proposito le parole di Paolo VI, che ha lucidamente colto ed esplicitato la novità di tale forma di vita cristiana.

“Voi siete ad una misteriosa confluenza tra le due poderose correnti della vita cristiana, accogliendo ricchezze dall’una e dall’altra. Siete laici, consacrati come tali dai sacramenti del battesimo e della cresima, ma avete scelto di accentuare la vostra consacrazione a Dio con la professione dei consigli evangelici, assunti come obblighi con un vincolo stabile e riconosciuto. Restate laici, impegnati nei valori secolari propri e peculiari del laicato (Lumen Gentium, 31), ma la vostra è una «secolarità consacrata» (PAOLO VI, Discorso ai Dirigenti e Membri degli Istituti Secolari nel XXV della «Provida Mater», AAS 64, 1972, p. 208), voi siete «consacrati secolari».”

I membri degli Istituti secolari vivono nel celibato per il regno dei cieli, in spirito di povertà evangelica e di totale adesione alla volontà di Dio. Tale consacrazione a Dio viene espressa attraverso impegni riconosciuti dalla Chiesa con cui essi si obbligano in forma stabile. Il nostro apostolato è una luce evangelica raccolta e portata agli altri con umiltà. Viviamo con competenza il lavoro, la professione, l’impegno nella storia, in solidarietà con i poveri, “le spighe abbandonate nel solco”, nella ricerca della giustizia, attente ai segni dei tempi. Ci impegniamo per un sapiente discernimento delle luci e delle ombre presenti nel mondo e nella storia, per fare spazio al progetto di  Dio su di essa. Collaboriamo insieme a tanti fratelli e sorelle per favorire,  nei nostri ambienti di vita e di lavoro, relazioni di fraternità e di solidarietà, capaci di aprire l’uomo a Dio. Insieme ci aiutiamo a favorire l’etica della cura e della responsabilità, facendo crescere ogni germe di bontà, di giustizia e di solidarietà presenti nell’esperienza umana. Ci sforziamo di essere operatrici di pace, nello stile del sale e del lievito che fa fermentare tutta la pasta.

Siamo spigolatrici della Chiesa
Siamo chiamate ad essere contemplative nel mondo, a vivere le Beatitudini in mezzo alla gente, con gli altri e per gli altri. La nostra attività è “il luogo” della nostra contemplazione: nessun ambito dell’impegno umano è fuori da questa chiamata. Ispirandoci alla figura biblica di Rut, che raccoglie le spighe abbandonate dai mietitori, ci mettiamo al servizio dei fratelli. Nella figura biblica di Rut, la donna ardita e generosa, ricca di amore e di speranza, semplice, pura, instancabile, che scende nel campo a spigolare, che rimane gradita ai mietitori e va sposa al padrone della messe, noi abbiamo trovato un’ ispirazione per la nostra donazione a Dio per il servizio alla Chiesa: un servizio che nasce da un’ansia apostolica, che ci spinge ad andare alla ricerca dei fratelli, specialmente di quelli più bisognosi di grazia, di amore e di promozione umana, le spighe abbandonate nel solco. Nella Chiesa, l’Istituto – comunità di pietre vive di tabernacoli viventi – si distingue per un particolare senso di appartenenza: per un affetto filiale, per una partecipazione viva al suo mistero, accogliendo il dono della consacrazione come un dar lode al Signore e vivendo la riparazione nello stringersi attorno a Cristo e, intorno a Lui lasciarsi riedificare in casa animata dallo Spirito… perché tutti siano pietre vive nell’edificio spirituale e fare di ognuno di noi il tempio vivente del Suo Figlio.