Chi Siamo

Siamo laiche consacrate nell’Istituto Secolare “Spigolatrici della Chiesa”.

Siamo laiche consacrate

 In quanto membri di un istituto secolare viviamo la consacrazione a Dio nelle comuni condizioni di vita, senza segni distintivi e attraverso i consigli evangelici (povertà, obbedienza e castità) assunti in forma stabile.

Condividendo la quotidianità (lavoro, impegni, spazi  …) delle persone del nostro ambiente, ci impegniamo a vivere con competenza il lavoro, la professione, l’impegno nel mondo e nella Chiesa. Solidali con poveri, in ricerca della giustizia e attente ai segni dei tempi, cerchiamo di discernere con sapienza le luci e le ombre presenti nel mondo e nella storia per fare spazio al progetto di  Dio su di essa. Collaboriamo insieme a tanti fratelli e sorelle per favorire,  nei nostri ambienti di vita e di lavoro, relazioni di fraternità e di solidarietà, capaci di aprire l’uomo a Dio. Insieme ci aiutiamo a favorire l’etica della cura e della responsabilità facendo crescere ogni germe di bontà, di giustizia e di solidarietà presente nell’esperienza umana. Ci sforziamo di essere operatrici di pace, nello stile del sale che insaporisce e del lievito che fa fermentare tutta “la pasta”.

Siamo spigolatrici della Chiesa

Nella figura biblica di Rut – donna fedele e generosa, ricca di amore e di speranza, semplice e instancabile, che scende nel campo a spigolare (raccogliendo le spighe abbandonate dai mietitori), che rimane gradita ai mietitori e va sposa al padrone della messe – noi abbiamo trovato un’ ispirazione per la nostra donazione a Dio nel servizio alla Chiesa. Questo servizio nasce da un’ansia apostolica che ci spinge ad andare alla ricerca dei fratelli, specialmente di quelli più bisognosi di grazia, di amore e di promozione umana: “le spighe abbandonate nel solco”.

Nella Chiesa l’Istituto si distingue per un particolare senso di appartenenza: per un affetto filiale, per una partecipazione viva al suo mistero accogliendo il dono della consacrazione (inteso come lode continua al Signore) vissuta in spirito di riparazione. “Riparate” noi stesse dall’amore di Dio, ci stringiamo a Cristo per diventare “pietre vive” all’interno della Chiesa e del mondo.

Siamo chiamate infatti ad essere contemplative nel mondo, a vivere le Beatitudini in mezzo alla gente, con gli altri e per gli altri. La nostra attività è “il luogo” della nostra contemplazione: nessun ambito dell’impegno umano è fuori da questa chiamata.